sabato 29 gennaio 2011
Facebook e la Dislessia
Ciao a tutti,
ho trovato un gruppo in facebook che si chiama "Doposcuola al servizio dei ragazzi con Dislessia". Questo gruppo vuole mettere in rete tutte le diverse esperienze di Doposcuola per bambini con Disturbi Specifici di Apprendimento.
Dopo aver letto il post di Raffaella ho trovato ancora più utile questo link.
Questo gruppo permette non solo di scambiarsi informazioni su come aiutare questi bambini, ma mette in relazione anche i diversi operatori presenti in tutta Italia!
Per questo secondo aspetto mi lego al post di Raffaella, questo gruppo permette agli educatori di non sentirsi soli e rappresenta per loro un ottimo punto di riferimeto!!
Inoltre può essere un buon "collegamento" con tutte le mie compagne di corso che si occupano di social network... Come Michela per esempio!
ho trovato un gruppo in facebook che si chiama "Doposcuola al servizio dei ragazzi con Dislessia". Questo gruppo vuole mettere in rete tutte le diverse esperienze di Doposcuola per bambini con Disturbi Specifici di Apprendimento.
Dopo aver letto il post di Raffaella ho trovato ancora più utile questo link.
Questo gruppo permette non solo di scambiarsi informazioni su come aiutare questi bambini, ma mette in relazione anche i diversi operatori presenti in tutta Italia!
Per questo secondo aspetto mi lego al post di Raffaella, questo gruppo permette agli educatori di non sentirsi soli e rappresenta per loro un ottimo punto di riferimeto!!
Inoltre può essere un buon "collegamento" con tutte le mie compagne di corso che si occupano di social network... Come Michela per esempio!
venerdì 28 gennaio 2011
.... Danilo Dolci ....
Ciascuno cresce solo se sognato!!!!!!!!!!!!!!
Quanrt'è vero!!!!
Pestalozzi parla di AMOR PENSOSO...
Franchini parta di AMORE PEDAGOGICO .....
Non basta che ci sia AMORE nell'EDUCARE..... (Secondo me)
E' necessario che la persona a cui questo amore è diretto sia PENSATA, SIA PRESENTE NELLA NOSTRA MENTE, NEL NOSTRO CUORE, NELLE NOSTRE AZIONI .... SIA QUASI UN "ABITO",
nel senso di "habitus", cioè quasi una condivisione contemporanea di uno stesso spazio e tempo...
Forse questa premmessa potrà rivelarsi la PIATTAFORMA che ci permetterà di creare, inventare, scoprire quelle relazioni strategiche che ci porteranno a divenire
EDUCATORI CONTENTI!!!!!!!!
IL “BURN OUT” IN “PILLOLE”
Ciao.
Allora, vediamo se riesco a trovare le parole più esplicative.
Nell'affrontare l'argomento sul mio blog passo dopo passo si è
sviluppato il desiderio che queste nuove tecnologie potessero fungere da supporto nell'apprendere una modalità lavorativa, soprattutto nelle professioni di aiuto, che potesse rivelarsi gratificante oltreché per, nel nostro caso, l'educando anche per l'educatore.
Ho iniziato affrontando prima di tutto un rischio molto pregnante per chi opera in questo campo.
Dopo aver affrontato il "limite" mi piacerebbe farlo divenire "risorsa".
Molto spesso, mi sono accorta che solo una serena accettazione dei nostri limiti può aiutarci a creare anche tutta una serie di risorse per essere "contenti" delle nostre azioni. Vediamo se ci riuscirò.....
Intanto vi offro "in pillole" una sintesi di quanto sono "spiluccare" un po' qua ed un po' là......
Vi chiederete perché vi propongo questo argomento ....
...... perché ci sono passata e so quanto male mi ha fatto.
...... Mi piacerebbe che la mia esperienza potesse divenire "nuova linfa" per nutrire "nuovi germogli"!!!
Allora, vediamo se riesco a trovare le parole più esplicative.
Nell'affrontare l'argomento sul mio blog passo dopo passo si è
sviluppato il desiderio che queste nuove tecnologie potessero fungere da supporto nell'apprendere una modalità lavorativa, soprattutto nelle professioni di aiuto, che potesse rivelarsi gratificante oltreché per, nel nostro caso, l'educando anche per l'educatore.
Ho iniziato affrontando prima di tutto un rischio molto pregnante per chi opera in questo campo.
Dopo aver affrontato il "limite" mi piacerebbe farlo divenire "risorsa".
Molto spesso, mi sono accorta che solo una serena accettazione dei nostri limiti può aiutarci a creare anche tutta una serie di risorse per essere "contenti" delle nostre azioni. Vediamo se ci riuscirò.....
Intanto vi offro "in pillole" una sintesi di quanto sono "spiluccare" un po' qua ed un po' là......
Vi chiederete perché vi propongo questo argomento ....
...... perché ci sono passata e so quanto male mi ha fatto.
...... Mi piacerebbe che la mia esperienza potesse divenire "nuova linfa" per nutrire "nuovi germogli"!!!
La malattia, definita sindrome di "burn out", consiste in un esaurimento delle emozioni e in una riduzione della capacità professionali che si esprime in una costellazione di sintomi: somatizzazioni, apatia, eccessiva stanchezza, risentimento, propensione agli incidenti.
Intorno alla metà degli anni settanta è passato a indicare una sindrome tipica delle professioni di aiuto, caratterizzata da un distacco emotivo rispetto agli assistiti e dalla perdita di interesse per il proprio lavoro. Vi si distinguono quattro fasi:
· la fase dell'entusiasmo idealistico e delle nobili aspirazioni;
· la fase dello stress lavorativo, in cui si avverte un progressivo squilibrio tra richieste e risorse;
· la fase di esaurimento, in cui si comincia a pensare di non aiutare realmente nessuno, e in cui compare la tensione emotiva, l'irritabilità, l'ansia;
· la fase della conclusione difensiva o dell'alienazione, con totale disinvestimento emotivo nel lavoro, apatia, rigidità e cinismo.
Inoltre sono stati individuati tratti caratteriali che predispongono al burn out:
· l'ansia nevrotica, propria di quelle persone che si pongono mete eccessive e che si puniscono se non le raggiungono;
· uno stile di vita attivo, competitivo, in lotta contro il tempo;
· la rigidità, cioè l'incapacità di adattarsi alle richieste sempre mutevoli dell'ambiente esterno;
· l'introversione.
Sintomi fisici
· malessere generale
· disturbi del sonno
· disturbi gastrointestinali
· perdita di peso
· frequente mal di testa
· difficoltà sessuali
Sintomi comportamentali
· impazienza eccessiva
· impulsività
· irritabilità e aggressività
· abuso di psicofarmaci e di alcol
· conflitti in famiglia e con il partner
Sintomi cognitivo-affettivi
· distacco emotivo dai malati, non disponibilità verso i loro familiari (evitamento delle relazioni, delle visite, delle telefonate)
· rigidità intellettuale, utilizzo di un modello lavorativo stereotipato con procedure standardizzate
· negativismo, atteggiamento critico verso i colleghi
· mancanza di entusiasmo nel lavoro e fuori dal lavoro
· cinismo
· depressione
E’ stato anche presentato un disegno di legge alla fine del 1998 dal senatore verde Athos De Luca per il riconoscimento degli effetti collaterali di alcune professioni psicologicamente e fisicamente usuranti. “Ci sono tutti, medici, psicologi, assistenti sociali, anche professioni cioè in cui il burn out è stato poco descritto. Tuttavia , viene fatto da molti notare, sono del tutto discutibili i benefici previsti dal disegno di legge: invece che strategie di prevenzione o di cura, si propone l'agevolazione della pensione anticipata, quando è noto che andare in pensione può solo peggiorare uno stato psicologico già deteriorato».
E’ importante riconoscere le prime avvisaglie, in modo da
intervenire prima che compaiano anche i sintomi fisici e prima che il malessere si ripercuota sulla vita familiare e sessuale.
Esiste per questo una scala di valutazione, ideata e validata da Christina Maslach, psicologa dell'Università di Berkeley in California, che permette di identificare il burn out sul nascere. Studi recenti hanno inoltre individuato alcune strategie di cura.
Quelle individuali comprendono le tecniche di rilassamento e la psicoterapia. E' utile anche favorire alcuni meccanismi di difesa, come il saper ricordare che la vita è altrove, fuori dall'ospedale e dall'ambiente lavorativo. A questo scopo è importante praticare sport e coltivare hobby.
Esistono poi strategie organizzative e di gruppo. Un ambiente lavorativo gratificante dal punto di vista umano allontana il burn out, così come la condivisione con i colleghi del senso di frustrazione e dell'angoscia. Ed è importante che nell'organizzazione del lavoro si eviti di caricare la singola persona, così come di creare conflitti di ruolo. Gli obiettivi devono infine essere ben definiti. Se la guarigione non è possibile, lo scopo deve diventare trovare dei palliativi: e questi, se ben condotti, devono essere considerati un successo.
Apprendere la Matematica, due metodi a confronto.
Vi rimando a questo sito dove si comparano due sistemi didattici, fatevi la vostra idea su strumenti e metodi educativi, tra la versione formale e quella informale. Secondo voi qual'è la più efficace?
Matematica a confronto
Matematica a confronto
Uso improprio della tecnologia ? o semplice stupidità?
E’ vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’art. 138, comma 11, e di polizia nonché per i conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade ed al trasporto di persone in conto terzi. E’ consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie che non richiedano per il loro funzionamento l’uso delle mani (art. 173 co. 2, C.d.S.).
In caso di violazione di tale norma, la legge prevede la decurtazione di 5 punti dalla patente, nonche' sanzioni amministrative pecuniarie. (minimo 79,80 €)
La contravvenzione e' valida pero' soltanto se avviene l'immediata contestazione da parte delle forze dell'ordine.(purtroppo come spesso accade ciò non è possibile)
Molti incidenti pure mortali (soprattutto per pedoni e ciclisti) avvengono per tale causa, ed è quasi sempre impossibile aggravare la pena a causa dell'uso del cel perchè non vi è stata l'immediata contestazione del reato (amministrativo).Guardatevi attorno e vi renderete conto di quante persone guidano con il cel in mano.
Quindi... è questo il nuovo brainframe? il multitasking? a cui stiamo abituando le future generazioni....
In caso di violazione di tale norma, la legge prevede la decurtazione di 5 punti dalla patente, nonche' sanzioni amministrative pecuniarie. (minimo 79,80 €)
La contravvenzione e' valida pero' soltanto se avviene l'immediata contestazione da parte delle forze dell'ordine.(purtroppo come spesso accade ciò non è possibile)
Molti incidenti pure mortali (soprattutto per pedoni e ciclisti) avvengono per tale causa, ed è quasi sempre impossibile aggravare la pena a causa dell'uso del cel perchè non vi è stata l'immediata contestazione del reato (amministrativo).Guardatevi attorno e vi renderete conto di quante persone guidano con il cel in mano.
Quindi... è questo il nuovo brainframe? il multitasking? a cui stiamo abituando le future generazioni....
giovedì 27 gennaio 2011
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